Rionero in Vulture

Rionero in Vulture è un comune della Basilicata in provincia di Potenza situato su due colline a sud-est del Monte Vulture. Comprende le frazioni di Monticchio Sgarroni e Monticchio Bagni. Tra le ricchezze più rinomate del territorio vi sono le sorgenti di acque minerali, i vigneti che producono il pregiato Aglianico del Vulture e gli uliveti da cui si produce l’olio DOP del Vulture. Nelle vicinanze si trova la Riserva Naturale dei Laghi di Monticchio un luogo di straordinario valore naturalistico e paesaggistico. Le prime notizie storiche risalgono al XIII secolo quando è menzionato come casale di "Santa Maria di Rivonigro", feudo del vescovo di Rapolla. Il paese fu abbandonato nel 1316 per effetto del bando angioino, che accordava immunità fiscali per chi si trasferiva nella vicina Atella. Fu ripopolato a partire dal 1533 grazie all’arrivo di comunità di contadini albanesi stanziatisi inizialmente a Melfi. La Chiesa dei Morti, attualmente intitolata al SS. Sacramento, ha una storia strettamente connessa alle vicissitudini di Rionero. Sorge, infatti, nel luogo ove era situata l’antica Chiesa di Santa Maria di Rivonigro. Fu concessa nel XVI secolo agli albanesi che praticarono il rito greco fino al 1627, quando il vescovo di Melfi, li indusse all’osservanza del rito latino. Originariamente ad una sola navata, nel 1794 viene ampliata con l’aggiunta della navata laterale. Conserva all’interno un dipinto su tela del XVIII secolo. Con l’avvento dell’unità d’Italia, Rionero divenne uno dei maggiori centri delle rivolte brigantesche, dando i natali a Carmine Crocco detto "Donatelli", che organizzando una banda di 2000 uomini, riuscì a soggiogare la Basilicata mettendo in crisi il governo del re piemontese Vittorio Emanuele II. La città ha dato i natali anche al politico e scrittore Giustino Fortunato, uno dei più importanti attivisti lucani della cosiddetta questione meridionale, assieme a Francesco Saverio Nitti di Melfi. A Rionero vi sono numerosi palazzi signorili del XVIII secolo, tutti impreziositi con portali in pietra. Da citare è Palazzo Fortunato eretto agli inizi del ‘700 da Carmelo Fortunato, ascendente di Giustino, che ha subito ampliamenti nei primi dell’800, oggi ospita la sede della biblioteca comunale ed è sede di importanti manifestazioni culturali. A breve distanza sorge la chiesa madre, dedicata a S. Marco Evangelista, realizzata nel 1695 con il contributo delle famiglie più ricche di Rionero. La facciata in stile barocco, con un ampio frontone, è decorata esclusivamente da lesene e nicchie. L’attuale impianto è a tre navate, con cappelle laterali sormontate da cupolette e soffitto a cassettoni nella navata centrale. L’interno custodisce altari in marmo policromo e intarsi lignei del XVIII secolo. A poca distanza dall’abitato, sulla strada per Barile, si incontra la chiesa di S. Antonio Abate, che custodisce all’interno un dipinto su tela raffigurante l’Adultera opera di Oronzo Tiso.

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